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The Elder Scrolls V: Skyrim

The Elder Scrolls V: Skyrim
08 febbraio 2024

David Pierce, senior designer presso Bethesda Game Studios

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The Elder Scrolls V: Skyrim

Salutiamo David Pierce, senior designer di Bethesda Game Studios che ha iniziato a lavorare con il modding.

Complice un’esperienza che risale a Morrowind, David ha seguito il suo background nei giochi di ruolo e l’amore per le creazioni, passando così dall’hobby al professionismo.

Come hai cominciato con il modding?

Avevo appena finito di assemblare un PC per la mia stanza nel dormitorio del college. Allegata alla scheda video c’era una copia di Morrowind, insieme al Construction Set. Nell’introduzione del gioco, uno sconosciuto ti risveglia da un sogno nella stiva di una nave prigione, con visioni del cielo notturno e della pioggia che ti turbinano in testa. Scendi dall’imbarcazione e in pieno giorno ti accoglie un cielo azzurro e limpido. Mi sono chiesto: “E se fosse possibile far iniziare il gioco di notte durante un temporale?” Sono riuscito a renderlo possibile ed è stato allora che ho scoperto quanto sia meraviglioso vedere sullo schermo qualcosa che hai realizzato tu. Dopodiché... niente, non ne potevo fare a meno.

Cosa ti è piaciuto di più del creare mod per Skyrim? Quali sono stati i tuoi mod preferiti da creare?

Creare contenuti per i giochi è sempre stata una mia valvola di sfogo creativa. Ero quel ragazzino con una risma di carta millimetrata perennemente con sé per creare dungeon per giochi di ruolo da tavolo nel tempo libero. Realizzare contenuti per videogiochi era solo questione di tempo.

Credo che la parte più divertente del modding sia interagire con chi ha scaricato e giocato a qualcosa creato da me. Avere un legame diretto con loro mi ha aiutato a diventare il progettista che sono oggi. Il ciclo di feedback è incredibilmente rapido. Se stai facendo qualcosa di incredibile, o di poco entusiasmante, vieni a saperlo molto in fretta e puoi subito trarne insegnamento.

I miei mod preferiti da creare sono stati indubbiamente Frostfall e Campfire. Sono tra i miei lavori più ambiziosi come modder e mi hanno avviato sulla strada della progettazione di elementi come sistemi su cui altri possano creare a propria volta. Progettare in questi termini ti apre a uno spazio mentale completamente diverso.

Che cosa dei mondi di Bethesda Game Studios ti ha spinto a fare modding?

La premessa “diventa chi vuoi e fai quello che vuoi” ha sempre reso i giochi di Bethesda degli incredibili sandbox in cui poter davvero entrare nel personaggio. Il modding fa ancora di più: ti proietta su una nuova arma o un nuovo oggetto, su una nuova funzionalità o magari anche sull’intero mondo di gioco. E il Creation Kit è sufficientemente accessibile da rendere raggiungibile questo obiettivo. Pochissimi altri giochi ti danno la libertà di cambiare, togliere o aggiungere quasi tutto quello che puoi immaginare. Il modding è fantastico anche perché non si comincia da zero, ma si costruisce partendo da mondi di gioco ricchi ed enormi.

Quando l’opportunità di diventare uno sviluppatore di videogiochi è diventata una carriera consolidata nella tua mente?

Quando ho iniziato a valutare il passaggio da hobbista a designer a tempo pieno, la paura era che il lavoro potesse non piacermi perché non l’avrei fatto solo per me stesso. Ho passato diversi anni come designer a contratto tramite Creation Club, cosa che mi ha dato un’idea di un eventuale lavoro quotidiano. Sono felice di dire che l’idea mi è piaciuta ancora di più. Poi ci sono voluti altri anni, ma alla fine ho fatto il salto. Finora ne sono felicissimo!

Cosa ti ha spinto a rimanere con Bethesda Game Studios?

Facile: le persone. Ho il privilegio di lavorare con alcune tra le persone più creative e di talento del mondo. Periodicamente mi fermo a pensarci e a ricordare a me stesso di non darlo per scontato.

A che tipo di progetti stai lavorando come sviluppatore professionista? C’è qualche sovrapposizione tra le competenze che hai acquisito come modder e quelle che usi oggi?

Da quando sono in Bethesda come systems designer a tempo pieno, ho lavorato sugli enormi giochi a mondo aperto per i quali siamo conosciuti. Faccio le due cose che amo di più: costruire cose e risolvere problemi molto complessi.

Tutto ciò che ho imparato come modder si è tradotto nella mia carriera professionale. È come se fossi qui complici un’ampia prospettiva sui nostri giochi e sul modo in cui vengono creati. Questo mi ha insegnato anche a essere intraprendente. Quando ci sei solo tu davanti a un ostacolo nello sviluppo, per superarlo devi trovare soluzioni creative. Adesso faccio parte di un team ed è diverso, ma ogni tanto mi imbatto in un problema unico che mi costringe a sfilare gli assi che ho nella manica.

Che consiglio daresti a chi volesse entrare in questo settore? Da quanto tempo lavori con Bethesda?

Lavoro con Bethesda come systems designer da 2 anni. Sarebbero 7 anni, contando il mio ruolo come designer a contratto. Il consiglio è sempre lo stesso: costruite qualcosa. Non importa di che cosa si tratti o quanto tempo occorre. Basta iniziare, in piccolo. La sensazione di vittoria nel vedere sullo schermo qualcosa che avete realizzato vi farà superare tutte le frustrazioni. Non esagerate a pretendere da voi stessi e concedetevi l’opportunità di godervi vittorie anche piccole. Ancora prima di accorgervene, avrete la sola cosa importante per un colloquio di lavoro: un portfolio.

Qual è il gioco o i giochi da cui trai ispirazione?

Come systems designer, sono ossessionato dai giochi che sfoggiano l’eleganza delle meccaniche. The Last of Us 2 mi è sempre sembrato l’esempio di un sistema di creazione ispirato che offre ai giocatori scelte difficili e interessanti. Gli stessi elementi che compongono una potente bomba Molotov si possono utilizzare per realizzare un medikit. Spetta a noi decidere!

Vuoi raccontarci, se ne hai, qualche storia divertente sullo sviluppo dei giochi di Bethesda Game Studios?

Mentre progettavo Santi e Seduttori per il Creation Club di Skyrim, stavo dando gli ultimi ritocchi al boss, Thoron. L’idea centrale era che avrebbe dovuto essere un mago impazzito a causa del suo legame con le Isole Shivering. Scelsi scrupolosamente i suoi vestiti. Dovevano essere fantastici. Tuttavia, siccome mi persi per strada un passaggio durante l’impostazione del tutto, in gioco indossava solo un elmo e delle mutande. E questo si adattava perfettamente all’idea di “mago impazzito”. Così... ecco a voi Thoron!

A cosa stai lavorando che non vedi l’ora di far vedere a tutti?

Attualmente, sto lavorando con un team incredibile a The Elder Scrolls 6.

Qual è il genere di storia che ti coinvolge di più quando giochi?

Quella che riguarda una posta in gioco a misura d’uomo. Il mondo (forse anche l’universo) ha bisogno del mio aiuto, ma alla fine dev’esserci qualcosa con cui connettersi a livello personale. Mi piacciono i drammi relativi al personaggio e vedere come le mie scelte hanno conseguenze (intenzionali o meno) sul mondo e sulle persone virtuali alle quali mi sono affezionato.

Anche avere un seguace che mi accompagna rende l’esperienza memorabile e intensa. Quando tutto va storto, almeno ci siamo l’uno per l’altro!

Un grazie a David per il tempo che ci ha concesso. Scoprite di più sul nostro team di Bethesda Game Studios. Se volete lavorare insieme a David o ad altri membri del team di Bethesda Game Studios, visitate la nostra pagina delle offerte di lavoro e candidatevi oggi stesso!

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