
5 momenti chiave nella storia di Arkane
Dalla sua fondazione, Arkane Studios ha sempre avuto una missione, una visione applicata a tutti i giochi prodotti.
La missione era creare non solo esperienze ludiche, ma interi mondi da esplorare, mondi incredibilmente dettagliati. Se avete giocato a Prey o Dishonored, avrete certamente visto questa filosofia in azione. Ma questi titoli sono sviluppi recenti nella lunga storia di Arkane. Per celebrare il ventennale dello studio, torniamo indietro nel tempo e analizziamo i momenti più importanti dalla sua fondazione a oggi, con uno sguardo al futuro.
Gli inizi
L’anno era il 1999. Il boom delle società online, l’avvento del nuovo millennio e un progettista irrequieto di nome Raphaël Colantonio. Mentre i pezzi grossi dell’industria sembravano sempre più inclini a produrre seguiti di serie di successo, proprietà su licenza e giochi sportivi, la mente di Colantonio tornava sempre a titoli come System Shock e Ultima, giochi coinvolgenti che non offrivano al giocatore dei semplici obiettivi, ma un mondo completo e una serie di meccaniche con le quali esplorarlo.
Così decise di fondare la sua società, con l’iniziale e modesto obiettivo di produrre un seguito all’intricata e tecnologicamente affascinante serie di Ultima Underworld, gioco di ruolo in soggettiva. Insieme a colleghi che avevano la stessa visione e grazie all’aiuto finanziario della famiglia, fondò Arkane Studio a Lione, Francia, il 1° ottobre 1999.

Scoprirono, però, che i detentori dei diritti di Ultima non erano disposti a dare il via libera per un seguito. Questo non gettò Colantonio e soci nello sconforto. Decisero infatti di creare un gioco di ruolo in soggettiva originale, chiamato Arx Fatalis. Pubblicato nel 2002, ottenne numerosi elogi dalla critica. E nonostante le vendite non fossero allineate a tali elogi, la potenza del prodotto rese Arkane uno studio da tenere d’occhio. Mentre gli investitori nutrivano interesse, era evidente che lo studio aveva bisogno di espandersi. Così, nel 2006, Colantonio si trasferì ad Austin, Texas, per fondare Arkane Austin.

Nella vivace scena dello sviluppo texana, Colantonio incontrò Harvey Smith, progettista capo del leggendario Deus Ex, e i due capirono subito di essere in sintonia.
Sottoterra
Facciamo un passo indietro, poiché Arx Fatalis, il primo gioco di Arkane, merita ben più di una semplice menzione. È vero che il titolo era ispirato all’amore per la serie Ultima Underworld, ma si scostava da essa in maniera evidente.

Ambientato in una brulicante civiltà sotterranea dopo un disastro solare, Arx offre tematiche fantasy familiari, tra cui ambienti in stile medievale e razze come nani e goblin. Ma la sua vasta e complessa ambientazione e le innovative meccaniche attirarono l’attenzione dei critici.
Innanzitutto, il mondo del sottosuolo è davvero imponente. E, a differenza di molti dei precedenti giochi di ruolo in soggettiva, è interconnesso in modo organico e credibile. Questo rende il gioco, in termini strutturali, meno lineare di tanti altri titoli dell’epoca, in misura tale da rendere possibile raggiungere zone nettamente superiori all’attuale abilità del personaggio. Allo stesso modo, la storia non è prettamente lineare, con una serie di attività facoltative che possono avere un enorme impatto sulla conclusione delle vicende narrate.
Ma forse l’aspetto più nuovo del gioco è il lancio di magie basato sui gesti, che richiede al giocatore di tracciare rune in aria con movimenti del mouse rapidi e precisi. Questo elegante sistema si integra ad altre meccaniche altrettanto coinvolgenti, come creare oggetti e cucinare in modo credibile, interagire con quasi ogni singolo elemento del mondo e gestire l’economia.

La profondità di Arx Fatalis, che ne permea l’intera struttura, guadagnò il plauso della critica e più di qualche premio come “Gioco dell’Anno”. Un seguito era doveroso.
Disonore e gloria
Purtroppo, nonostante Arx Fatalis fu elogiato all’unanimità, ebbe qualche problema a raggiungere i consumatori, perciò il pianificato seguito non fu in grado di suscitare abbastanza interesse editoriale da essere prodotto. Così, Arkane ne adattò il motore per un’altra serie, pubblicando Dark Messiah of Might & Magic nel 2006. Seguirono anni burrascosi per la società. Tra il 2007 e il 2010 vi fu la cancellazione di tre progetti molto promettenti, Return to Ravenholm, The Crossing e “LMNO”, tutti supportati da alcuni tra i grandi nomi dell’industria videoludica. E l’altro lavoro dello studio in quel periodo era fondamentalmente fornire supporto ai progetti di altre società.
Arkane perse la speranza? Certo che no. Al contrario, si dedicarono anima e corpo alla progettazione di un gioco che li avrebbe finalmente resi molto famosi. Quel gioco, ovviamente, è Dishonored.

Pubblicato nel 2012, Dishonored univa la lezione imparata con Arx Fatalis alla filosofia della libertà del giocatore in stile Deus Ex messa sul piatto da Smith, che si era unito allo studio nel 2008. Complice una componente hardware tecnologicamente più avanzata di quella su cui giravano i precedenti titoli, Arkane creò una bellissima esperienza che rimase fedele ai concetti chiave del primo gioco: gameplay intricato, mondo coinvolgente e storia affascinante. La sua mirabile ambientazione vittoriana (definita “whalepunk” dai fan, adattando il termine “steampunk” a una società fondata sull’olio di balena) si scosta notevolmente dal fantasy pseudo medioevale, rendendo il gioco ancora più unico.

Come era successo per il primo titolo dello studio, i critici amarono Dishonored, ma questa volta fece breccia anche nei cuori dei giocatori. Tra contenuti scaricabili, un seguito nel 2016 e un’espansione nel 2017, Dishonored si impose come una tra le serie più amate del decennio.
Prey
Questo successo permise ad Arkane di spiegare le ali. Dishonored era stato prodotto da entrambi gli uffici di Lione e Austin, ma adesso ogni team avrebbe potuto dedicarsi ai propri progetti. Infatti, lo studio di Lione si dedicò allo sviluppo preliminare di Dishonored 2, mentre quello di Austin intraprese un viaggio totalmente diverso.
Quel viaggio, li riportò sorprendentemente agli inizi. Riesaminando la struttura non lineare e interconnessa di Arx Fatalis, il team capì che lo stesso approccio avrebbe funzionato magnificamente a bordo di una stazione spaziale, con piani e settori che si sarebbero diramati alla scoperta di nuovi luoghi. E se questa stazione spaziale fosse stata invasa da alieni capaci di assumere la forma di oggetti inanimati?
Quest’idea, ovviamente, divenne Prey, pubblicato nel 2017. Sebbene il gioco condivida alcune idee di sviluppo del primo titolo di Arkane, ha certamente una personalità tutta sua. Con una storia ricca di svolte tanto quanto i corridoi della stazione spaziale stessa, il gioco è un’avventura coinvolgente dotata di un’ambientazione che può tranquillamente essere definita come uno dei protagonisti. Ancora una volta, i critici lodarono il mondo intricato e la storia appassionante, e il titolo entrò nei vari elenchi dei giochi migliori del 2017.

E come se i vari finali non offrissero un sufficiente tasso di rigiocabilità, l’uscita di Prey fu seguita da due importanti espansioni nel 2018: il “roguelike” Mooncrash e il DLC improntato sul multigiocatore Typhon Hunter. Mooncrash offriva un’esperienza diversa dai soliti giochi Arkane: un mistero riproducibile all’infinito in cui ostacoli e pericoli generati proceduralmente rendevano ogni partita unica nel suo genere. Un compito complesso per il team di Arkane, ma che i fan di Prey hanno apprezzato subito.

Vivi e lascia morire
Che cosa ci riserva il futuro? La risposta è “DEATHLOOP”, un gioco di combattimento sviluppato da Arkane Lyon che mette due straordinari assassini uno contro l’altro in un “conflitto eterno”. Ambientato sulla tanto bellissima quanto brutale isola di Blackreef, il gioco assegna l’incarico di trovare e abbattere i bersagli per interrompere un ciclo senza fine, sfruttando le meccaniche e la libertà proposte dal titolo in perfetto stile Arkane.
“DEATHLOOP” è al momento un gioco avvolto dal mistero e non possiamo svelarvi altro. (Tornate a trovarci per altri dettagli!) Possiamo dirvi, tuttavia, che nonostante le premesse possano sembrare diverse dai precedenti progetti, il gioco sarà un titolo Arkane in tutto e per tutto.
E, a pensarci bene... è un ottimo inizio!