
Todd Howard e Xbox
Sono stato incredibilmente fortunato a trascorrere la mia intera carriera in Bethesda e ad aver contribuito a creare uno dei luoghi migliori al mondo per creare giochi.
E ho avuto la gioia di farlo con alcune delle persone più talentuose, umili e appassionate che ci siano. Sono parte della mia famiglia. Sono buoni amici. Ho anche avuto il piacere di lavorare e collaborare con molte delle migliori società di gaming e tecnologia del mondo. Ma il nostro partner più longevo e più vicino durante la mia carriera è stato Microsoft.
Oggi ci uniamo a loro, e volevo condividere un pensiero personale su cosa questo significhi per la nostra “vision”.
La traiettoria di Xbox e quella di Bethesda, per certi versi, è stata la stessa.
All’inizio eravamo sviluppatori su PC. Nel 1999 sono poi accadute due cose. Bethesda divenne parte di una nuova start-up, ZeniMax Media. E Microsoft cominciò lo sviluppo della sua prima console, Xbox. Ricordo la mia prima gita a Redmond per discutere del nuovo sistema e portare il nostro prossimo gioco, Morrowind, su Xbox.
Avevo tuttavia dei dubbi. Ne sarebbe valsa la pena? E non solo a livello tecnico. Aveva senso prendere un GDR così profondo e complesso e spostarlo dalla scrivania del PC al divano con controller e TV della console? Se ci fossimo riusciti, la gente ci avrebbe giocato?
Microsoft e il nuovo team Xbox aveva una visione che io condividevo. Non avremmo dovuto permettere a tutti di vivere questa esperienza? Importa qualcosa la posizione dello schermo o l’uso del controller? Ci sono tante persone con questa configurazione, e possiamo offrire il gioco anche a loro.
Morrowind sarebbe poi diventato uno dei giochi Xbox più venduti dopo Halo, un altro gioco in stile PC che secondo alcuni non avrebbe funzionato. Il suo successo spianò la strada della crescita per la nostra società e dimostrò che la gente voleva vivere quell’esperienza a prescindere dalla piattaforma.
Microsoft ci parlò subito del suo prossimo sistema, Xbox 360. E il nostro prossimo gioco, Oblivion, non voleva essere soltanto una conversione da PC, ma un invito alla nuova generazione del gaming. Gioco dopo gioco, da Fallout 3 a Skyrim, il nostro studio e la nostra società crebbero, introducendo studi incredibili e affini al nostro modo di vedere le cose. Tutti ritenevamo che diffondere il gaming il più possibile fosse cruciale, non importava se su PC, console, smartphone o cloud.
A ogni nuovo ciclo di console, ci evolvevamo insieme. Dall’introduzione dei mod sulle console con Fallout 4, che sono a più di un miliardo di download, alle ultime tecnologie di Xbox Series X/S. Questi nuovi sistemi sono ottimizzati per i vasti mondi che amiamo creare, con salti generazionali non solo in termini di grafica, ma anche di potenza di calcolo e streaming dei dati. Questo ha comportato la più grande modifica al motore di gioco dai tempi di Oblivion, con nuove tecnologie che alimenteranno la nostra prima nuova IP dopo 25 anni, Starfield, e The Elder Scrolls VI.
Come per la prima partnership originaria, quest’ultima non riguarda solamente un sistema o uno schermo. Crediamo profondamente nel potere dei giochi, nella loro capacità di connettere le persone e di infondere gioia. Un intento condivisibile con tutti, a prescindere da chi siete, dove vivete o con che cosa giocate. A prescindere dalla dimensione dello schermo, dal controller o dalla capacità di usarne uno.
E il team di Xbox è il gruppo di persone migliore per farlo. Abbiamo amicizie che risalgono a quei primi tempi. Da Phil ai suoi responsabili senior al supporto allo sviluppo, non parlano solo di mettere il giocatore al primo posto. Ne sono convinti. Vivono la cosa come se gli appartenesse.
In Bethesda siamo fortunati: creiamo giochi che amiamo e abbiamo un pubblico che li ama quanto li amiamo noi. Sono personalmente lusingato e quasi in imbarazzo per i numerosi premi dell’industria che ho ricevuto, poiché appartengono a tutto lo studio. Ma ce n’è uno a cui tengo particolarmente per un motivo speciale. Quando ho ricevuto il premio “Lifetime Achievement Award” alla GDC, scherzai su quanti punti avrei guadagnato con questo obiettivo. Al termine della cerimonia, qualche buon amico di Microsoft è venuto a congratularsi dicendomi che me lo avrebbero fatto sapere. Mesi più tardi, ricevo il codice per un gioco che aveva il mio nome e vincolato al mio account. Lo avvio e si sblocca un unico obiettivo: “Lifetime - 1.000 punti”. È ancora nella mia lista. Quando lo vedo, sorrido.
È stato una vita fa. Ma c’è ancora molto da fare e ci sono tanti obiettivi da sbloccare. Insieme. Speriamo che vi unirete a noi.
Buon divertimento.
Todd
Todd Howard
Bethesda Game Studios