D16_Cyberdemon_HERO_1920x870.jpgDOOM-Eternal_Standard_1200x1476-01.jpg

DOOM® Eternal

DOOM® Eternal
30 settembre 2019

I 5 momenti più indimenticabili di DOOM - № 1: Sono il Cyberdemone cattivo!

DOOM-Eternal_Standard_1200x1476-01.jpg

DOOM® Eternal

*Certo, lo sappiamo, ogni momento trascorso in DOOM è indimenticabile.

Ma ce ne sono alcuni più indimenticabili di altri. Questi sono i nostri cinque preferiti.*

1. Sono il Cyberdemone cattivo!

Siamo lì, a farci gli affari nostri mentre ci facciamo strada attraverso i Laboratori Lazarus, e ci imbattiamo in un portone molto, molto grande. A questo punto è abbastanza ovvio che questo portone nasconde qualcosa di molto brutto, quindi siamo pervasi da un misto di timore ed eccitazione. E, come scopriamo ben presto, entrambi i sentimenti sono ben fondati.

Ciò che segue è uno dei momenti più indimenticabili non solo di DOOM (2016), ma anche dell’intera serie. Non appena le porte cominciano faticosamente ad aprirsi, un Cyberdemone alto come un palazzo a due piani le spalanca, ci afferra e ci scaglia decine di metri più in là, dal lato opposto della stanza. Qualunque cosa sia abbastanza grossa e tosta da cogliere lo Slayer alla sprovvista non va sottovalutata, e ora ce la ritroviamo chiusa nella stessa stanza insieme a noi.

Per i neofiti di DOOM, questo è già in sé un momento alquanto memorabile. Si tratta infatti della creatura di gran lunga più grossa incontrata finora, nonché una delle più terrificanti. Ma per i fan di lunga data di DOOM è un momento ancora più memorabile, in quanto l’imponente boss del passato è tornato per un’altra dose di azione. Rivedere questo nemico familiare riprodotto in ogni singolo raccapricciante dettaglio con la tecnologia attuale è semplicemente sbalorditivo.

Il combattimento che segue è, ovviamente, anch’esso decisamente memorabile. Si tratta di un brutale scontro uno contro uno che mette a dura prova lo Slayer, ma è quell’introduzione sconvolgente a fare di esso un momento assolutamente indimenticabile.

data.images.authors.joerybicki.jpg

Joe Rybicki

Contributor