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DOOM® Eternal

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07 agosto 2019

I 5 migliori boss di DOOM №5: I Baroni infernali

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*I combattimenti con i boss possono servire a diversi scopi all’interno di un gioco.

Offrono un cambio di ritmo e spesso anche di scenario; fanno da contrappunto tra i diversi atti della campagna; agiscono da sbarramento, per verificare che i giocatori siano pronti ad affrontare le sfide successive; possono persino rappresentare una sorta di tregua, consentendo ai giocatori di concentrarsi su un unico nemico.*

I numerosi boss che popolano l’universo di DOOM non fanno eccezione, tranne per il fatto che sono terrificanti e fanno patire le pene dell’Inferno a chi li affronta.

5. I Baroni infernali

Nel 1993 i giocatori avevano già abbastanza familiarità con i combattimenti contro i boss. Potevano essere forti, frustranti, perfino scioccanti in una qual certa misura, ma difficilmente erano considerati spaventosi.

Poi arrivò DOOM.

Provate a mettervi nei panni di chi, prima di allora, non aveva mai affrontato un combattimento contro un boss con la visuale in prima persona: quando DOOM fece la sua comparsa sulla scena videoludica, questa era una realtà condivisa dalla maggior parte dei giocatori. Per questo motivo, i Baroni infernali, ovvero i boss gemelli alla fine dell’Episodio 1: Knee Deep in the Dead, hanno molto probabilmente rappresentato per molti giocatori dell’epoca il primo incontro ravvicinato con un tipo di combattimento assolutamente terrificante.

Il preambolo contribuiva notevolmente all’effetto. Tutto cominciava con una serie di stanze più piccole con qualche demone da eliminare (alcuni con l’aiuto di barili esplosivi), pensate per indurre nei giocatori un falso senso di sicurezza immediatamente prima dell’incontro. Dopodiché si percorreva un lungo corridoio, culminante in una piattaforma che conduceva a una nuova stanza, apparentemente anonima. Finché, all’improvviso, due porte si aprivano e ne uscivano non una ma due tra le creature più enormi e terrificanti viste fino a quel momento nel gioco. Tentando la fuga, ci si ritrovava accerchiati da Spettri praticamente invisibili in corrispondenza delle punte di quella che si rivelava essere una claustrofobica stanza a forma di stella. E il pavimento era letteralmente allagato dal sangue.

Quel tipo di terrore a distanza ravvicinata era qualcosa di cui i giocatori non avevano mai fatto esperienza. E ancora oggi, tutte quelle stanze rappresentano un preambolo molto efficace all’inevitabile scontro con un boss... o due.

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Joe Rybicki

Contributor