
DOOM® Eternal
I 5 migliori boss di DOOM №3: Il Maledict
DOOM® Eternal
*I combattimenti con i boss possono servire a diversi scopi all’interno di un gioco.
Offrono un cambio di ritmo e spesso anche di scenario; fanno da contrappunto tra i diversi atti della campagna; agiscono da sbarramento, per verificare che i giocatori siano pronti ad affrontare le sfide successive; possono persino rappresentare una sorta di tregua, consentendo ai giocatori di concentrarsi su un unico nemico.*
I numerosi boss che popolano l’universo di DOOM non fanno eccezione, tranne per il fatto che sono terrificanti e fanno patire le pene dell’Inferno a chi li affronta.
3. Il Maledict
Immaginatevi la scena: il vostro viaggio nell’espansione di DOOM 3, Resurrection of Evil, sta quasi per concludersi. Attraversate un portale, materializzandovi su una piattaforma sospesa e adornata con un semplice, enorme teschio di demone. Improvvisamente una creatura scheletrica, bianca e dall’aspetto di drago arriva in picchiata... La sua testa però ricorda in modo inquietante un teschio umano. E per di più, quando apre la bocca ne esce fuori una testa umana che inizia a parlare.
E a sputare fuoco.
Si tratta del Maledict, il boss finale della campagna di DOOM 3. Il Maledict, una reincarnazione demoniaca del capo dei cattivi Dr. Malcom Betruger, è un nemico tanto devastante quanto inquietante. Non solo perché è in grado di volare, cosa che richiede mira esperta e riflessi pronti anche solo per mettere a segno un colpo. Non solo perché è in grado di sputare fuoco. Ciò che lo rende davvero temibile è che niente sembra davvero riuscire a danneggiarlo, il che rappresenta un bel problema.
Alla fine, il Marine riesce ad abbattere il Maledict ficcando l’Artifact (una reliquia demoniaca a forma di cuore, dall’immenso potere) dritto in gola a Betruger. È una vittoria gratificante, ma nessun festeggiamento potrà mai cancellare il ricordo dell’aspetto orripilante di questo boss.