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22 luglio 2022

Modder del mese: Fallout: Miami

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Il fascino dell’universo di Fallout sta anche nell’esplorare nuove regioni interessate dalla storia alternativa proposta dalla serie e dall’estetica retro-futurista.

Per quanto avvincente sia tale prospettiva per i giocatori che iniziano un nuovo titolo di Fallout, è ancora più intrigante per la vivace community di modding, in cui si sono formati team per immaginare Fallout in nuove località. L’ispirazione che nasce nel punto in cui storia, cultura ed estetica reali di una regione si incontrano con la narrativa satirica e oscura di Fallout dà origine a risultati alquanto interessanti, come il team di sviluppo di Fallout: Miami (Bethesda.net, Nexus) può confermare.

I membri del team hanno già lavorato duramente per alcuni anni al loro progetto che vede l’unico superstite avventurarsi a “festeggiare nella città dove la situazione è sempre calda”. Di recente, hanno pubblicato l’episodio “Miami Misadventures – Episode 1” (Xbox,Nexus) per introdurre alcuni dei contenuti e dei dettagli del mondo che hanno creato finora. L’avventura inizia con un messaggio radio che porterà i giocatori in una missione unica per ottenere una nuova arma, abiti, vernici di fazione e luoghi. K.Constantine, autore e doppiatore, ci ha parlato nel dettaglio delle fonti di ispirazione e del futuro del team.

Come mai avete scelto Miami come ambientazione del vostro mod?

L’idea del progetto è nata verso la fine degli anni 2010. In quel periodo, l’estetica synthwave/neon/miami era molto popolare. Questo è stato lo sprone principale per il fondatore del progetto, Mika999, quando ha iniziato.

Ovviamente non è l’unico motivo per cui Miami è un’ottima ambientazione per Fallout. È una città riconoscibile, con cultura e storia proprie che si legano anche alla storia del paese per la sua posizione geografica e per la sua importanza.

E non sono solo la storia e la cultura che la rendono interessante da esplorare come ambientazione per Fallout, ma anche l’atmosfera e l’estetica di un paese delle meraviglie sfavillante con molto altro che accade dietro le quinte in termini di geopolitica, complice la sua vicinanza a Cuba. C’è un’aura di mistero che può legarsi alla lunga tradizione della narrativa poliziesca o perfino a cose come il Triangolo delle Bermuda. Miami ha un potenziale molto alto come ambientazione per Fallout, ed è questo che ha attirato molti di noi al progetto. Speriamo di potergli rendere giustizia nel limitato ambito di un progetto creato da fan appassionati.

Avete optato per un approccio episodico nel proporre la storia di Fallout: Miami. Quali sono le ragioni di una scelta narrativa del genere?

Miami Misadventures è una serie a episodi con contenuti autonomi. Non ha alcun legame con il mod di Fallout: Miami se non per le risorse che trae da esso o per alcuni riferimenti minori. Lo stiamo usando come piattaforma per condividere contenuti come armi e armature con la community. Il mod principale di Fallout: Miami verrà pubblicato quando sarà completo, poiché riteniamo che sia meglio provarlo nel suo insieme.

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Cosa avete in serbo per i prossimi episodi? Puoi anticiparci qualcosa in termini di oggetti, armi, luoghi, creature e/o PNG?

Per sviluppare Miami Misadventures ci ritagliamo del tempo dallo sviluppo del mod principale. Pertanto non c’è un programma di pubblicazione prestabilito per i singoli episodi, ma ovviamente abbiamo un’idea di cosa vogliamo includere in futuro. Se tutto va bene, in una versione futura i giocatori potranno incontrare Fontaine, la voce alla radio del primo episodio. Porterà con sé dei nuovi giocattoli quando si recherà nel Commonwealth.
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Altri modder e team di modding stanno portando Fallout in nuovi luoghi non ancora proposti in nessun gioco di Fallout fino a oggi, e i fan amano speculare su dove potrebbero essere ambientati i prossimi titoli di Fallout. Cos’è che rende l’universo di Fallout divertente da immaginare in luoghi diversi?

Ottima domanda. Ci sono probabilmente varie ragioni, molte delle quali alludono alla risposta alla tua prima domanda. Una in particolare sarebbe l’esclusiva prospettiva satirica e oscura di Fallout. È divertente immaginare luoghi con una propria storia unica nel mondo reale e una propria cultura, alta e popolare, e come queste sarebbero state alterate dalla storia alternativa di Fallout e da oltre 200 anni di desolazione post-nucleare. C’è qualcosa di confortante nel poter prendere elementi della serie che ben conosciamo e nel combinarli con qualcosa di nuovo, come luoghi inesplorati o tematiche non ancora affrontate.

Nel progetto Fallout: Miami sono coinvolte molte persone. Cosa hai imparato da questo processo collaborativo e in che modo è diverso dal lavorare in autonomia?

Quando si collabora, c’è un processo di dare e avere. Questo è doppiamente vero quando la visione creativa di qualcosa non è ancora perfettamente definita. Le discussioni, il brainstorming, il conflitto creativo, i compromessi e l’emozione di creare qualcosa insieme sono stati tutti elementi che hanno contribuito a plasmare il progetto. Con un team di sviluppatori in continuo cambiamento e un obiettivo abbastanza imponente da richiedere anni per essere completato, gestione, organizzazione e comunicazione diventano una necessità, per non parlare di una forte visione di base abbinata alla supervisione creativa. Non è sempre stato facile e abbiamo imparato molto procedendo con il lavoro, ma siamo molto contenti del team che si è venuto a creare. Mettere da parte l’ego e lavorare verso un obiettivo comune con prospettive multiple ha permesso a molti di noi di produrre alcuni dei nostri migliori lavori per Fallout: Miami.

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