data.images.event.61.HeroOfTheAltmeriDominion002_1315x315.jpgThe Elder Scrolls Online box art, featuring the Breton, Elven, and Nord heroes, standing on weathered steps on a grassy hill.

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11 dicembre 2015

Esplorare in The Elder Scrolls Online: una tra le vostre #MillionReasonsToPlay

The Elder Scrolls Online box art, featuring the Breton, Elven, and Nord heroes, standing on weathered steps on a grassy hill.

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Storie innumerevoli.

Avventure infinite. Tutti gli esploratori più esperti confermeranno che ci sono milioni di ragioni per innamorarsi di The Elder Scrolls Online: Tamriel Unlimited. Per questo abbiamo creato l'iniziativa #MillionReasonsToPlay, che ci ha dato la possibilità di condividere le nostre ragioni e, ancora più importanti, le vostre ragioni con la community mondiale di ESO. E siccome i tweet, i post su Facebook, i messaggi sul forum e i video erano tanti, interessanti e vari come la stessa Tamriel, abbiamo deciso di approfondire un po' chiedendo ad alcuni di voi ulteriori dettagli sulle considerazioni espresse. Ma non è tutto: abbiamo chiesto anche ai membri chiave del team di sviluppo di ESO di condividere le proprie opinioni sul perché vale la pena trascorrere del tempo nelle terre di Tamriel.

Primo argomento: esplorazione.

Il sentiero dei ricordi

Per molti di voi, una delle gioie di ESO consiste nella semplice esplorazione del ricco mondo di Tamriel. Abbiamo sentito molte storie su luoghi favolosi, scoperte affascinati e tante informazioni sulla storia del mondo: momenti ludici introvabili in altri giochi. E due in particolare hanno attirato la nostra attenzione.

Il membro della community Peter Franken gioca a The Elder Scrolls dal 1998, a partire da The Elder Scrolls II: Daggerfall, peraltro il suo primo titolo per PC. Era emozionato all'idea di rivedere Daggerfall in ESO, ed egualmente entusiasta della scelta davanti a sé: prendere la strada più lunga cominciando nell'Ebonheart Pact e completare la storia come un Nord, o semplicemente creare un personaggio nella Daggerfall Covenant? "Ho scelto la strada più lunga", dice.

Perché allungare il viaggio? Proprio perché era il viaggio che interessava a Franken. "Ho preso il mio tempo ed esplorato ogni singolo anfratto. Mi ci sono voluti 11 mesi per raggiungere Daggerfall", racconta. "In questi 11 mesi non ho mai cercato niente che riguardasse Daggerfall in ESO. Volevo che fosse una sorpresa. Volevo vedere se la città che conoscevo così bene durante la mia infanzia fosse la stessa che avrei amato da grande".

Un anno speso bene, secondo Franken. "Quando sono sceso dalla barca, ho quasi avuto un mancamento", dice. "Era quello che speravo. Dopo 11 mesi di missioni, esplorazioni, scontri PvP, risate e nuovi amici, mi trovavo nella città che ho amato da bambino. E bambino sono tornato. Quel bambino che entrò a Daggerfall per la prima volta nel 1998".

Legami di fratellanza

La nostalgia sa essere molto potente, ma l'esperienza di Jon Cheverie è stata leggermente diversa. Cheverie ha iniziato a giocare con il fratello nell'Ebonheart Pact. Insieme hanno completato Stonefalls per poi esplorare la zona circostante. "Osservando la mappa, notammo che The Rift era immediatamente a nord di Stonefalls", racconta. "Essendo grandi fan di Skyrim e delle intricate storie del Rift, decidemmo di dirigerci alla volta della città di Riften".

I giocatori più navigati forse avranno già capito. "Stavamo percorrendo una strada familiare, che ci ricordava i bei tempi a Skyrim", continua. "A un tratto, ci siamo imbattuti in un orso di livello superiore ai nostri messi insieme. Per la prima volta dopo mesi di gioco ho avuto paura. Eravamo in viaggio da parecchio tempo e l'ultimo Wayshrine era ormai lontano".

Nonostante il panico iniziale, Cheverie trova conforto nel rapporto con il fratello. "Mai prima d'ora avevamo sentito un legame fraterno così profondo in un gioco cooperativo", ride. "Ogni volta che entro nel Rift mi viene in mente questo viaggio con mio fratello. Non dimenticherò mai la nostra piccola avventura".

Esplorare il passato

Trovare un legame con il passato (e con altri giocatori) è solo una delle ragioni per esplorare Tamriel. Per chi è esperto della storia di The Elder Scrolls, Tamriel è ricca di collegamenti con i giochi precedenti della serie. Il capo progettista dei contenuti Jeremy Sera ci illustra alcuni esempi. "La parte iniziale nelle prigioni di Imperial City presenta lo stesso blocco detentivo del tutorial di Oblivion", ci spiega. "Il percorso attraverso le prigioni contiene tutte quelle aree familiari ai giocatori di Oblivion: le celle, le fogne e le rovine Ayleid".

E non è tutto. "L'architettura della White-Gold Tower è la stessa sia in ESO sia in Oblivion", dice Sera. "La torre contiene le stesse zone presenti in Oblivion. In entrambi i casi, il progetto originale è chiaramente ispirato al materiale di Oblivion. Abbiamo voluto rendere omaggio a diversi momenti del gioco: per esempio, la prima veduta delle prigioni di Imperial City quando il giocatore entra nel dungeon e la prima veduta della Green Emperor's Way, quando si esce dalle fogne nella White-Gold Tower".

Alcuni frammenti di cultura del mondo, però, sono un po' più nascosti. Diamo la parola al direttore creativo Rich Lambert. "Mentre creavamo i luoghi e le storie di ESO, abbiamo preso spunto da informazioni accennate in precedenza", racconta. "ESO comincia nella Seconda Era, e così abbiamo potuto mostrare alcuni degli eventi di cui i giocatori avevano letto soltanto dei racconti". Un esempio perfetto è la Battaglia di Glenumbra Moors in Glenumbra, menzionata in svariati volumi nei precedenti giochi Elder Scrolls. "Abbiamo trasformato quelle parole in realtà e in una serie di missioni che hanno permesso al giocatore di vivere la battaglia in prima persona".

Guardare avanti

Per gli esploratori intrepidi, ESO offre ben più di una scampagnata nostalgica. Infatti, il mondo di Tamriel è proiettato verso il futuro. Consideriamo, per esempio, la recente uscita di Orsinium, già fonte di numerose ed emozionanti avventure.

Franken ci parla della sua esperienza nel punto più alto della città, con un pizzico di poesia. "La vista è da mozzare il fiato", dice. "Domini tutta Wrothgar e ti senti così piccolo in un mondo gigantesco. Puoi vedere montagne e foreste, colline innevate e fiumi ghiacciati. Sinceramente credo sia il mio nuovo luogo preferito in ESO".

Cheverie ha reagito più o meno allo stesso modo, descrivendo Orsinium come "montagne a perdita d'occhio e scenari bellissimi". E ha perfino avuto un felice incidente durante l'esplorazione della zona: "Sono caduto nel buco di un ponte e ho trovato un libro!"

In effetti, sono tante le sorprese nascoste nella terra natale degli orchi. "C'è un'interessante area di creazione nascosta dietro la statua di Malacath", spiega Sera. "E l'Unfinished Dolmen offre pitture rupestri molto affascinanti".

Il luogo preferito dal progettista di contenuti Greg Roth è Nyzchaleft Falls. "Non solo è il divertente luogo dell'incontro con un boss", dice. "Ma è anche una zona visivamente ricca, con una magnifica cascata ghiacciata dietro alcune rovine Dwemer".

Nuovi stimoli

Ovviamente Orsinium non è l'unico posto dalla vista mozzafiato e dagli innumerevoli nuovi luoghi da scoprire, ma anche un luogo molto vasto. Perciò abbiamo chiesto agli sviluppatori quali sono i loro posti preferiti.

Lambert ci suggerisce un punto in particolare nelle terre dell'Aldmeri Dominion. "C'è un posto in Malabal Tor, nei pressi di Jode's Pocket, che sovrasta la baia dove c'è una vecchia nave sulla riva", racconta. "Quando il sole è nel punto giusto, l'acqua luccica e si respira serenità. In zona c'è un'area di creazione dove i giocatori possono produrre equipaggiamento. Ma a volte basta fermarsi e godere del panorama".

Roth la pensa allo stesso modo su Craglorn. "C'è un pittore nei pressi di un punto panoramico nella regione di Skyreach", ci spiega. "E quando gli parli ti racconta della sua passione nel dipingere i paesaggi piuttosto che i ritratti. Quando osservi lo spettacolo naturale che si appresta a riprodurre, soprattutto al tramonto, capisci perché. Bellezza, serenità e pace. E un pizzico di tragica nostalgia, quando pensi alla civiltà che esisteva un tempo in quel luogo".

C'è così tanto da vedere in ESO che potremmo andare avanti per giorni. C'è qualcosa per tutti, dall'amante delle missioni al viandante occasionale. L'ultima parola è di Sera: "Scegli una direzione e parti. Sicuramente incontrerai qualcosa di interessante".

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