
Dishonored 2
Dishonored 2 – Intervista alla doppiatrice inglese di Emily Kaldwin
Dishonored 2
La prima volta che la incontrate, Emily Kaldwin è una ragazzina molto precoce.
In Dishonored 2 diventa un'imperatrice benevola e un'abile combattente. È intelligente, fiera, sicura di sé e complicata. Quel genere di personaggio che richiede una prestazione attoriale di elevata caratura.
"Il personaggio di Emily è così incisivo grazie alla professionalità di Erica Luttrell", dice il direttore creativo Harvey Smith. "Erica ha compreso e sviluppato perfettamente l'idea di Emily da adulta. È stata davvero in gamba nel trasmettere l'emotività di un'imperatrice, abituata all'autorità e al governo, a cui viene improvvisamente sottratto il trono."
Luttrell, che forse ricordate già al lavoro su progetti come Fallout 4, Stephen Universe e Diablo III, non è una neofita in campo videoludico. Tuttavia, questo è risultato essere un ruolo molto particolare. Non capita tutti i giorni di impersonare un'imperatrice e un'assassina. Abbiamo parlato con Luttrell di Emily Kaldwin e del suo lavoro con il team di Arkane Lione per dare vita al personaggio.
Chi è Emily Kaldwin?
Emily è una donna straordinaria, dalla vita piuttosto complessa. A causa del suo passato, ha dovuto allenare corpo e mentre per vincere le sue sfide personali. Invece di farsi devastare dagli eventi traumatici, è riuscita a uscirne più forte. Emily è incredibilmente risoluta. Sa chi è e che cosa vuole.
Il team di sviluppo di Arkane sostiene che Emily sia definita da tre parole: imperatrice, Dunwall e assassina. Come hai sviluppato questi tre concetti nella tua interpretazione?
Il personaggio di Emily è molto profondo. I piccoli dettagli forniti dal team mi hanno aiutata a scavare nella sua personalità. Adoro il fatto che sia un'imperatrice. C'è qualcosa di riflessivo e rinvigorente. Ti concentri, entri nel personaggio e abbracci questo potere.
Gli elementi di Dunwall e dell'assassina sono molto diversi da quello dell'imperatrice, ma credo che tutti e tre derivino dalla sua forza. La tragedia di Dunwall, il rapimento e tutte le informazioni sul suo passato mi sono servite per amplificare il suo buio interiore. Dunwall è certamente un luogo difficile. Emily è quel genere di persona che sa come esercitare il controllo su un posto simile.
L'elemento dell'assassino e dell'imperatrice sono molto simili. È sicura di sé in entrambi i ruoli, forse alimentata da una certa rabbia. Ha sempre il controllo, perciò non cede mai a questa rabbia, non ha mai reazioni eccessive. La sua furia è pacata, riflessiva, posata. Quel genere di sentimento è appropriato per un'imperatrice che si ritrova suo malgrado nei panni di un'assassina.

Sei riuscita a entrare in sintonia con Emily durante le registrazioni?
Certamente. A prescindere dall'essere imperatrice e assassina, è una donna con cui è facile immedesimarsi. Ne ha passate tante, ma lotta ancora per la giustizia. Combatte per sé e per la sua gente. Combatte per Corvo.
Due anni fa ho perso mio padre, perciò il ruolo di Corvo l'ho sentito molto vicino. Questo mi ha permesso di interpretare Emily con molta naturalezza, e di apprezzarla senza esitazioni.
Com'è stato lavorare con Arkane?
Quando ho ottenuto la parte e mi sono presentata in studio, mi hanno mostrato il trailer in cui Emily esplora la città e mi hanno spiegato chi avrei dovuto interpretare. Ho capito subito che sarebbe stato fantastico. Poi ho ricevuto altre informazioni e ne ho avuto la conferma. Il team ha lavorato con amore e dedizione, e questo si percepisce. Questo amore si rispecchia nelle loro descrizioni. Le informazioni sul passato di Emily sono forse le più dettagliate che abbia mai letto.
C'era sempre qualcuno con me, solitamente Harvey Smith Sachka Duval (progettista narrazione), che spiegava il contesto. Mi davano suggerimenti perfino sul perché Emily avrebbe pronunciato una certa frase, quando esprimeva un'opinione su una casa o su un certo luogo, oppure quando esternava le sue impressioni davanti a un quadro. Mi spiegavano chi era l'artista e perché Emily era interessata alla sua opera. Grazie a queste informazioni extra ricevute dalla regia ho potuto dare molta profondità alla mia interpretazione.
Qual è la cosa di Emily che preferisci?
Passo d'Ombra! È fantastico. Tornando seri, diciamo che ammiro il personaggio nel suo complesso. Mi piacerebbe fare quello che fa lei. In pratica, è una supereroina. Vorrei saper tirare di spada come lei o poter ipnotizzare i nemici... è grandioso e terribile allo stesso tempo! Ma a parte i suoi poteri, è la sua forza d'animo che mi colpisce. Il mondo è una sfida continua, considerata anche la lotta contro le proprie difficoltà e insicurezze. Lavorare su un personaggio come Emily ti costringe a dare il meglio.

Un messaggio per i futuri giocatori di Dishonored 2?
Dateci dentro e riprendetevi ciò che vi appartiene.
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